diabolik

Essenze di legno, pietre naturali e smalti di Murano per un’opera a quattro mani

pietre naturali e smalti di Murano, tessere da pochi millimetri ad un centimetro

Urban consolle omaggio a Clerville: dettaglio dell’inserto a mosaico nell’anta scorrevole

Questo progetto è in cantiere da mesi ed è quindi ora che vi presenti l’ideatore di questa collaborazione. (altro…)

Jaguar E-type: mosaico 80 x 80 cm

Jaguar E-type, re-interpretazione musiva

Jaguar E-type di Diabolik: marmo nero ebano e bianco Carrara, ciottoli di fiume, frammenti di ceramica metallizzata

Lavorando con una tecnica assai diversa dal disegno o dalla china sto scoprendo, attraverso la pratica continua e lo studio di questo personaggio, quanto siano necessarie più immagini a farmi da coordinate mentre proseguo nella tessitura musiva. Piano piano mi sto creando un dossier Diabolik personalizzato dedicato ai tagli e ai dettagli che vorrei poter esplorare nel tempo attraverso il mio mestiere.

Jaguar E.type, disegno originale scelto per realizzare il mosaico 80x80

Lo sguardo di Eva Kant

work in progress

work in progress

Il fumetto mette insieme parole, disegni e tempo ma in quale sequenza? è questa domanda che da anni, forse da quando ero piccola, mi fa amare il mondo immenso dell’arte del fumetto.
Un mondo che non può non incantare un bambino ma da adulta anche i ricordi della mia vita li visualizzo come una sequenza di immagini a volte sfocate ed a volte molto dettagliate.

Per questo interpretare un fumetto trasformandolo in un mosaico per me è tanto interessante. Perché mentre sto lavorando ad un’ inquadratura a farmi compagnia sento intorno a me le tante immagini e i tanti dialoghi che precedono e seguono il dettaglio che ho scelto di fermare mettendo insieme tanti frammenti o tessere di pietra o vetro o specchi ma anche qualsiasi altro materiale possa prestarsi alle esigenze di un mosaico moderno.

Questa piccola Eva Kant misura 30×15 cm ed è tratta dallo stesso disegno da cui ho preso spunto per realizzare il mio primo mosaico diaboliko.

Il primo piano è sempre usato, guardate al cinema, per coinvolgere emotivamente. Penso alla scena finale del film -La finestra di fronte- quando la telecamera, lentamente, si stringe sugli occhi della Mezzogiorno. Dicono che lo sguardo è lo specchio dell’anima. Ma è anche la maschera attraverso la quale mostriamo agli altri solo una piccola parte dei pensieri che ci attraversano la mente.