Robot, matita ed arcobaleno

lIl mio amore per i robots nasce negli anni ’70, primi anni ’80, l’epoca dell’infanzia quando certi cartoni animati erano oggetto di discussioni e critiche perché si diceva incitassero alla violenza. Se volete scoprire di più sull’argomento leggete l’interessante saggio di Alessandro Montorsi -Ufo Robot Goldrake- (Coniglio Editore).

I miei robottini a mosaico nascono quindi prima come omaggio al mio sguardo di bambina.

Ma dopo mesi dalla strage di Charlie Hebdo continuo ancora a dedicare alcune di queste piccole creature al mondo dei disegnatori facendo loro impugnare, nelle buffe manine a mosaico, dei mozziconi di matita, simbolo del primo strumento da disegno che stringono maldestramente in mano i bambini. 

Appartengo alla schiera di quanti vorrebbero che nelle scuole di tutto il mondo, invece delle croci o di qualunque altro simbolo religioso e politico, ci fossero pareti colorate e la possibilità di esplorare a mente aperta l’universo di sapere contenuto nelle biblioteche, “armati” di segnalibri e di mouse.

Vintage cars: idee arredo con le vecchie lire


Un anno fa ho fatto i primi esperimenti realizzando dei piccoli mosaici a forma di automobile: le vecchie lire erano perfette per diventare le insolite gomme delle mie macchinine/calamita. (altro…)

Essenze di legno, pietre naturali e smalti di Murano per un’opera a quattro mani

pietre naturali e smalti di Murano, tessere da pochi millimetri ad un centimetro

Urban consolle omaggio a Clerville: dettaglio dell’inserto a mosaico nell’anta scorrevole

Questo progetto è in cantiere da mesi ed è quindi ora che vi presenti l’ideatore di questa collaborazione. (altro…)

Jaguar E-type: mosaico 80 x 80 cm

Jaguar E-type, re-interpretazione musiva

Jaguar E-type di Diabolik: marmo nero ebano e bianco Carrara, ciottoli di fiume, frammenti di ceramica metallizzata

Lavorando con una tecnica assai diversa dal disegno o dalla china sto scoprendo, attraverso la pratica continua e lo studio di questo personaggio, quanto siano necessarie più immagini a farmi da coordinate mentre proseguo nella tessitura musiva. Piano piano mi sto creando un dossier Diabolik personalizzato dedicato ai tagli e ai dettagli che vorrei poter esplorare nel tempo attraverso il mio mestiere.

Jaguar E.type, disegno originale scelto per realizzare il mosaico 80x80

Mosaik Diabolik tra mostre, sperimentazioni, incontri e riflessioni

Diabolik in mostra

Questi mosaici saranno esposti a metà maggio al Diabolik Day, presso la FUMETTERIA di Pozza di Maranello. Ve li mostro qui in un ambiente essenziale ed elegante. Anche se li immagino sempre circondati di fumetti devo ricordare che il protagonista della diabolika saga, la sua compagna, il suo rivale, l’auto fantascientifica mascherata da “semplice” bolide d’epoca, sono icone di stile oltre che creature di carta.

Ogni mosaico è un pezzo unico realizzato con pietre naturali, smalti di Murano e tanti altri materiali, dal legno al metallo. Ma sono le tessere le principali protagoniste. Tagliate a mano ed inserite, una ad una, nel legante cementizio, con pazienza e passione.

L’inchiostro fluttuante

Queste opere polimateriche (quadri di grande formato, porte artistiche, specchi arredo) sono nate riflettendo sull’antica arte del SUMINAGASHI (l’inchiostro fluttuante): termine che deriva da sumi (inchiostro) e nagashi (galleggiare,scorrere-via,fluttuare).

resina, mosaico e specchi ovali

resina, mosaico e specchi ovali

Con la tecnica suminagashi si ottengono linee morbide e sinuose ma anche spezzate e irregolari. Ispirandomi alla fluidità di questa tecnica (che gioca ed addomestica i movimenti dell’inchiostro nell’acqua) ho fatto decine di schizzi da trasformare in tagli (intarsi) da creare sul pannello di legno per inserirvi le mie tessiture musive: realizzando soluzioni tono su tono oppure a contrasto.

Victor 120x200, dettaglio

Je suis laïque

disegno e mosaico

Mi chiedo se il continuo sacrificio di vite umane cancellate nel mondo dalla violenza dell’integralismo religioso potrà mai aprire in Italia un serio dibattito sulla laicità. Ho provato un disagio profondo in questi giorni leggendo ed ascoltando certi commenti all’attentato terroristico di Parigi. Quel ma a dividere due frasi così che un’affermazione impoverisce -o forse anche annulla- l’altra. Siamo Charlie Hebdo MA le religioni non vanno offese altrimenti…

I link che seguono sono interessanti spunti di riflessione.

“Io sono Charlie significa io sono la laicità”

Dopo l’attacco a Charlie Hebdo tutti i politici italiani hanno scoperto di amare la satira

…alla violenza fondamentalista rispondiamo con la laicità

Quando abbiamo smesso di pensare

Contro il fanatismo

fanatismo

Dopo la lettura dell’articolo in cui Saviano scrive del perchè la rete fa paura a dittatori e criminali –Messico e Iran dove la parola uccide– sono andata a ritrovare queste interessanti riflessioni di Amos Oz ( tratte dal libro-Contro il fanatismo-)

“Nessun uomo è un isola, dice John Donne in questa meravigliosa frase cui umilmente oso aggiungere: nessun uomo e nessuna donna è un’isola, siamo tutti invece penisole, per metà attaccate alla terraferma e per metà di fronte all’oceano, per metà legati alla famiglia e agli amici e alla cultura e alla tradizione e al paese e alla nazione e al sesso e alla lingua e a molte altre cose. Mentre l’altra metà chiede di essere lasciata sola, di fronte all’oceano. (altro…)

Lo sguardo di Eva Kant

work in progress

work in progress

Il fumetto mette insieme parole, disegni e tempo ma in quale sequenza? è questa domanda che da anni, forse da quando ero piccola, mi fa amare il mondo immenso dell’arte del fumetto.
Un mondo che non può non incantare un bambino ma da adulta anche i ricordi della mia vita li visualizzo come una sequenza di immagini a volte sfocate ed a volte molto dettagliate.

Per questo interpretare un fumetto trasformandolo in un mosaico per me è tanto interessante. Perché mentre sto lavorando ad un’ inquadratura a farmi compagnia sento intorno a me le tante immagini e i tanti dialoghi che precedono e seguono il dettaglio che ho scelto di fermare mettendo insieme tanti frammenti o tessere di pietra o vetro o specchi ma anche qualsiasi altro materiale possa prestarsi alle esigenze di un mosaico moderno.

Questa piccola Eva Kant misura 30×15 cm ed è tratta dallo stesso disegno da cui ho preso spunto per realizzare il mio primo mosaico diaboliko.

Il primo piano è sempre usato, guardate al cinema, per coinvolgere emotivamente. Penso alla scena finale del film -La finestra di fronte- quando la telecamera, lentamente, si stringe sugli occhi della Mezzogiorno. Dicono che lo sguardo è lo specchio dell’anima. Ma è anche la maschera attraverso la quale mostriamo agli altri solo una piccola parte dei pensieri che ci attraversano la mente.

Ginko: lavoro in corso d’opera

Ginko, 40x40 (cm), work in progress

Solo pietre naturali per una reinterpretazione musiva (come sempre tecnica diretta, spacco a vista) che procederà di pari passo con l’impegno preso di render omaggio alla Jaguar di Diabolik. Ringrazio Giuseppe Di Bernardo perché è un onore tentar di tradurre i suoi disegni in pittura di pietra.

Ginko, disegno di Giuseppe Di Bernardo

Tecnica tradizionale diretta

Gioco di specchi: omaggio a Michael Jackson  – tecnica diretta -work in progress

Mentre nel trencadis per dare le sfumature occorre accostare ceramiche di diversi colori, nella tecnica diretta al cromatismo si aggiunge la varietà delle superfici: irregolari, levigate, riflettenti. La tecnica diretta è più lenta perché le tessere devono essere prima “scolpite” dello spessore e della forma desiderata. Questa fase preparatoria procede generalmente di pari passo con l’avanzare del mosaico. Cioè seleziono un dettaglio poi decido, in base al disegno, ma anche per l’effetto complessivo che voglio ottenere, se miscelare marmi e ceramiche/specchi/frammenti di metallo o soltanto marmi di diversa porosità.

Trencadis: imparando da Gaudì

work in progress RAIN

Trencadis è il termine tecnico per indicare i mosaici di frammenti di ceramica. Sono affascinata dalle potenzialità di questa tecnica ideale per creare mosaici moderni e per rivestire pareti interne ed esterne. Quanto abbiamo da imparare da Gaudì! e quanti non sanno che in Italia abbiamo il Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle!

Spezzare le ceramiche e scegliere come ricomporre i pezzi non ha niente di casuale. E’ progettare una trama musiva che può diventare essa stessa un’opera astratta. I frammenti vengono incollati su rete in fibra di vetro o direttamente sulla forma o sulla parete dedicata per poi essere stuccati in opera.

Remake, Remix e Cover

Gantz

Gantz

Ricordo che iniziai ad interrogarmi sulle contaminazioni artistiche solo dopo aver letto della mostra Cover Theory anni fa. Prima a colpirmi erano soprattutto le trasposizioni cinematografiche se riguardavano libri che avevo letto con passione.Ecco…dal film al remake, dall’opera originale alla sua rivisitazione con altre forme/tecniche/intenzioni.

Pensando ai miei Mosaik Diabolik non li definisco cover ma re-interpretazioni: MA la realtà grafica è che la base del mosaico sono i contorni del disegno protetto da copyright. Quindi prima di aver ottenuto i permessi per commerciarli il fatto di adottare una tecnica diversa da quella dello spunto non mi dava il diritto di considerarmene proprietaria, pur avendo fatto manualmente il lavoro. Rubare un’inquadratura esige sia il dovere di citare la fonte sia quello di ammettere che si guadagna in visibilità grazie ad un marketing pagato da altri o grazie alla celebrità di un personaggio. V’invito anche a leggere questo articolo sull’etica nell’arte del tatuaggio. Non ho particolare affinità tecnica con un’arte che si esprime sul corpo delle persone ma condivido con quei professionisti le riflessioni rispetto ai soggetti ordinati.

Omaggio a Roy Lichtenstein

Re-interpretazioni musive (40×40 cm cad.), omaggio a Roy Lichtenstein( New York 1923-1997), tra i più celebri esponenti della Pop Art.

Dal 1961 l’artista statunitense inizia ad inserire sistematicamente nei suoi lavori elementi tipici del mondo pubblicitario e dei fumetti, e ad utilizzare il puntinato Ben-Day, che diventerà una sua cifra stilistica inconfondibile.

Questi mosaici, realizzati con la tecnica diretta su rete di fibra di vetro, sono stati applicati su pannelli quadrati (55cm di lato) di compensato marino rivestito in ecopelle nera.

 

Per capire la storia del nostro Paese

Non importa se il mio blog dovrebbe riguardare solo l’argomento mosaico/recycled art/artigianato. Anche il nostro Paese è un mosaico di realtà. E quando è lo Stato Italiano a nascondere i dettagli e a ubriacarci di ipotesi ed opinionisti servono persone,come Travaglio e tanti altri, capaci di ricostruire la verità sul nostro Paese e condividere le riflessioni. Domani è Ferragosto, non dovrei rovinarmi da giorni l’umore ascoltando come sottofondo certi racconti invece della tanta musica leggera in circolazione. Ma da giorni, complice il silenzio sulle strade, avevo voglia di parole a farmi compagnia mentre proseguo il mosaico che devo consegnare entro i primi di settembre.

Da giorni la mia colonna sonora sono i documentari sulla MAFIA.

Ovvio che arrivassi finalmente anche a questo video: E’ STATO LA MAFIA

link all’autore del disegno:  www.maurobiani.it