C’era una volta una vecchia sedia

only wood

Tante persone pregano il loro Dio, ed anche se (come direbbe Margherita Hack) non è ancora stata dimostrata la sua esistenza, nessuno ha mai neppure dimostrato il contrario. Questo preambolo per dire che, di conseguenza, io credo che quando parlo ai miei robottini, loro mi rispondano.

Tutto iniziò riordinando il solaio, in cerca di una sedia da portare in laboratorio. Dimenticavo di dire che questa è una vecchia storia. Era il 2013 ed ero ancora nel capannone di Corlo, bellissimo, immenso e, di conseguenza, costoso. Ero ancora molto fiduciosa nel futuro, anche se la crisi economica si faceva sentire con forza. Non si può spiegare diversamente l’ottimismo col quale, davanti a quattro pezzi di legno, vedevo le gambe che sarebbero diventate parte del corpo di Peter: non ricordo più quanto tempo ho dedicato a pensare (e poi realizzare) la testa, le braccia e le mani del mio primo robot di legno e mosaico. E non ricordo più perchè ho deciso di chiamarlo Peter.

Ora Peter è smontato in garage, dopo essere stato con me ovunque, dopo aver accolto in grembo bambini, ma anche adulti, che volevano una foto con lui. E’ tornato ad essere soltanto una vecchia sedia, mentre la sua testa ed il suo cuore, non hanno mai smesso di continuare a dialogare con la mia fantasia. E’ colpa di Peter se è nato il primo robottino calamita! perchè volevo un figlio che fosse più maneggevole da portare in vacanza. Ma è colpa, anche, del fatto che dovendo contribuire all’economia della famiglia, i miei robottini dovevano avere una taglia adatta ad entrare dolcemente nel cuore di persone interessate ad adottarli.

Non è un caso se a Natale si regalano i cuccioli. Fanno tenerezza, ci si illude che da grandi saranno dolci come sembrano mentre ti guardano coi loro grandi occhioni seducenti. E quando passa l’illusione? tanti bastardi li abbandonano ai bordi delle strade.

Ma torniamo a Peter che, arrampicato su una mensola del garage, ora sembra soltanto una vecchia sedia. La testa di Peter, da sola, è quasi alta come il più grande degli oltre 50 robottini che sono nati dopo di lui. Come ogni figlio primogenito che si rispetti, ha la tendenza a pretendere di avere più diritti nelle decisioni che riguardano la sua famiglia allargata. E’ geloso quando un suo fratellino viene adottato e del resto, lui non potrà mai trovare una nuova famiglia finché non lo rimetterò insieme…

Ma la verità è che il suo destino è restare per sempre con me, aiutandomi a continuare nelle mie sperimentazioni. Chissà se mi sorride perché sta pensando che aveva altri progetti per la sua vita?

Peter in costruzione: 26 agosto 2013

Peter, il robottino n.0

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